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Regio Plus Pubblicazioni Introduzione Workshop

Le principali dichiarazioni scaturite dai workshop


Workshop: i risultati principali

Lo scopo degli workshop sul tema «Progetti innovativi nel settore industriale, artigianale e della telematica » era di individuare, sulla base di esempi concreti, i presupposti per una cooperazione di successo in un contesto concorrenziale. La seconda giornata del seminario è stata dedicata alle strategie da adottare per risolvere con successo i problemi nel settore del «turismo rurale». Tutti i partecipanti hanno potuto avere un intenso scambio di opinioni e d'esperienze.

1a giornata: industria, artigianato e telematica Negli workshop sono stati approfonditi i seguenti progetti: Brain-tec - Business & Training Network (VS), Design milanese e qualità svizzera dalle Alpi del Vallese VS), Micro Center Central Switzerland (OW) e l'iniziativa LEADER dell'agenzia regionale delle innovazioni nel distretto rurale di Neumarkt i. d. Opf (D).

Il presupposto indispensabile per una cooperazione di successo è che i potenziali partner abbiano un interesse comune a un progetto. In un primo momento, quindi, si tratta sempre di chiarire e stabilire, da un lato, la necessità della cooperazione e, dall'altro, chi trarrà vantaggio dal progetto e sotto quale forma. Poi, tutti i partecipanti devono esprimere il loro consenso per quanto concerne gli obiettivi. Durante la costituzione dell'équipe operativa del progetto, si deve fare in modo che i membri si integrino a vicenda in termini di know-how. Altri aspetti importanti sono la continuità della formazione e del perfezionamento professionale e la remunerazione.

Per organizzare efficacemente il processo di partecipazione, è stato dimostrato che occorre imporre le strutture dall'«alto», mentre i contenuti dovrebbero nascere dal «basso». Le competenze devono essere definite chiaramente. I gruppi decisionali dovrebbero essere i più vasti possibili, vale a dire, che dovrebbero rappresentare il maggior numero possibile di gruppi d'interesse. In particolare, sarebbe utile inserirvi anche degli opinion leader, perché così si riducono le resistenze e si riesce ad esercitare un'influenza mirata su importanti cerchie economiche, politiche, ecc., oltre ad ottenere il loro consenso. È importante non lasciarsi confondere dai conflitti e seguire con perseveranza gli obiettivi. Le differenze linguistiche, culturali e mentali in seno al team del progetto non devono essere eccessive. L'esperienza dimostra che tutti i partecipanti vogliono essere guidati. Spesso i progetti falliscono perché si sta troppo ad analizzare invece di agire. Non è possibile assicurarsi contro tutti i rischi. Per lanciare e realizzare i progetti, occorrono persone dalla mentalità imprenditoriale e, soprattutto, persone d'azione.

Quando si cercano nuovi ambiti di cooperazione, vanno prima individuati i punti di forza e le potenzialità regionali. In quali settori è possibile accrescere ancora il valore aggiunto? Quali punti della catene di creazione del valore aggiunto presentano delle lacune? Queste e altre domande simili possono contribuire a individuare nicchie di mercato. E non si tratta solo di tenere conto delle idee e delle iniziative della regione interessata. Si deve dunque superare la «cecità aziendale» regionale e aprirsi agli impulsi provenienti dall'esterno. Infatti, nuove possibilità concorrenziali possono emergere anche dalla cooperazione con partner stranieri. Ne è un esempio il progetto «Design milanese e qualità svizzera dalle Alpi del Vallese». È facile instaurare una cooperazione fra concorrenti quando con un progetto è possibile individuare nuovi mercati. Più chiaro è il profilo di una regione e più attiva è la sua politica, più favorevoli sono le condizioni per instaurare cooperazioni di successo.

Per le regioni rurali la telematica rappresenta innanzitutto un mezzo per ottenere nuove opportunità di sviluppo. Lo dimostra il progetto vallesano «Brain-tec: Business & Training Network», dove le possibilità offerte dalle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione vengono messe al servizio della formazione.

2a giornata: turismo rurale Sono stati organizzati workshop sui seguenti progetti: Rete del turismo rurale (InnoTour), Turismo rurale nel Canton Vaud, Riserva di biosfere di Entlebuch e Centro geologico Sarganserland-Walensee-Glarnerland.

La parola chiave per il turismo rurale è: autenticità. Solo così è possibile mettersi in luce rispetto alle altre forme di turismo. Si devono far emergere con coerenza le caratteristiche regionali. Per poterlo fare, i partecipanti dovrebbero limitarsi a curare le loro competenze chiave e per il resto adeguarsi con flessibilità alle esigenze della clientela, come dire, una fattoria non può diventare Disney World. Altri importanti fattori di successo sono: la qualità dell'offerta e la professionalità della commercializzazione. In questi campi esiste una grande domanda di corsi di formazione e di perfezionamento. Il progetto «Rete del turismo rurale» è impegnato attualmente a organizzare alcuni di questi corsi. Troverete ulteriori informazioni in merito su Internet, al sito: http://www.landtourismus.ch/.

Per i progetti che si riferiscono a un'intera regione è importante coinvolgere sin dall'inizio gli «opinion leader» di tutte le principali organizzazioni. La popolazione locale non deve solo accettare il progetto ma anche sostenerlo. Una votazione popolare - come nel caso della riserva di biosfere di Entlebuch - o un sondaggio possono chiarire la situazione ed eliminare eventuali opposizioni. Nel contempo, in questo modo si aumenta anche la vincolatività del progetto.

Per impiegare in modo efficiente le risorse, in particolare quelle finanziarie, la direzione dell'intero progetto dovrebbe concentrarsi su singoli progetti parziali da cui ottenere rapidamente i primi risultati. Se i progetti devono essere respinti, vanno indicati con precisione i motivi del rifiuto. In caso di conflitti, è importante poter contare sulle capacità di mediazione dei decisori che pertanto devono essere dotati di competenze tecniche e sociali.

Per evitare delusioni, non ci si deve aspettare troppo da un progetto. I promotori devono conoscere i propri limiti e opporsi alle richieste non realistiche. Infine, i progetti devono sempre essere coordinati con i piani di sviluppo cantonali.

 

 


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